Seleziona una pagina
Mobile learning: strategica marcia in più della formazione professionale?

Mobile learning: strategica marcia in più della formazione professionale?

Vincent Desnot (co-fondatore e CEO) e Sébastien Lasarte (SMB Director) di Teach on Mars spiegano durante un’intervista radiofonica come e perché il mobile learning può dare una marcia in più alla strategia di formazione professionale.

Il cellulare moltiplica le occasioni di apprendimento

In graduale ma costante espansione, l’uso dei cellulari a fini formativi ha preso il via cinque o sei anni fa con l’introduzione del “micro-learning”, metodologia basata sulla brevità delle lezioni, “pillole di sapere” erogate a complemento dei corsi in aula o a distanza via PC desktop. Da allora il loro impiego nel campo della formazione si è intensificato, sulla scia dell’utilizzo sempre più frequente che ne abbiamo fatto nella vita di tutti i giorni. Oggi fedele compagno che ci segue dovunque, a volte 24 ore su 24, il cellulare s’impone come strumento formativo irrinunciabile. Consente infatti di moltiplicare le occasioni di apprendimento trasformando in sessioni di studio i più diversi ritagli di tempo del nostro vivere quotidiano. E non poteva essere altrimenti, con il nostro smartphone sempre in tasca o a portata di mano in casa, in sala d’attesa o mentre viaggiamo in treno o in aereo…

Lo smartphone è il nuovo “GPS della formazione”

Adoperato non solo per sessioni didattiche in formati brevi, il cellulare assolve appieno la sua nuova missione di “assistente personale” che ci accompagna durante un percorso formativo individuale. Grazie all’immediatezza e alla facilità d’uso, come all’infinità degli archivi documentali online, il cellulare offre ad ognuno la possibilità di trovare esattamente le risorse di cui ha bisogno (ad es.: MOOC, webinar, esperti e così via). Di fatto, il mobile learning integra ormai potenti algoritmi in grado di correlare esigenze e soluzioni disponibili per trovare il mix di risorse più adatto al percorso formativo intrapreso.

Il mobile learning amplia l’accesso alla formazione professionale

Oltre a creare nuove occasioni di apprendimento trasformando in un “buon momento per imparare” i vecchi tempi morti delle nostre giornate, il mobile learning rende accessibile la formazione professionale alle figure finora difficilmente raggiungibili a causa di orari di lavoro prolungati o frequenti spostamenti. In Francia, la divisione dei servizi d’informazione per i passeggeri del Gruppo SNCF (la società nazionale delle ferrovie francesi – equivalente delle Ferrovie dello Stato) ha reso operativo un sistema di mobile learning destinato ai suoi dipendenti. Il personale viaggiante, ad esempio, in passato difficile da coinvolgere, può adesso accedere sempre e dovunque – online e offline – a sessioni formative brevi, adatte ai i ritmi particolari di chi è sempre in movimento.

L’apprendimento al passo coi tempi e le nuove abitudini

I dispositivi mobili, smartphone e tablet in primis, sono oggi onnipresenti. Hanno soppiantato il desktop in moltissimi ambiti, a cominciare dai social, come dimostra l’uso giornaliero di Facebook, Instagram o YouTube. Lo smartphone è diventato il nuovo centro di gravità degli utenti, lo strumento per eccellenza che tutti adoperano per comunicare, viaggiare, acquistare… Niente di più logico, quindi, che utilizzarlo anche per la formazione. Il mobile learning ha fatto dello smartphone un vero e proprio “hub” di accesso alle risorse didattiche.
Parallelamente, il learner “moderno” è alla ricerca di modalità formative stimolanti, valorizzanti, che siano istruttive, certo, ma anche esperienze di arricchimento personale. E possibilmente coinvolgenti, con metodi ludici ispirati ai videogame che offrono totale autonomia e risorse accessibili in maniera semplice, fluida, veloce… Il mobile learning soddisfa pienamente queste aspettative e mette tutto a nostra disposizione attraverso lo smartphone o un tablet non appena abbiamo un attimo da dedicare alla formazione.
In quanto strumento pedagogico, tuttavia, il dispositivo mobile va visto come un punto di transizione verso altre modalità didattiche più tradizionali: corsi in aula, conferenze web, chat con un esperto e, ovviamente, il desktop, che rimane il supporto ottimale per la diffusione di diagrammi o grafici spesso illeggibili su uno schermo di pochi pollici.

Coniugare apprendimento e libertà di movimento…

Perché “alla fin fine, è il learner a essere mobile!” concludono Vincent Desnot e Sebastien Lasarte a fine intervista. E aggiungono che con la sua soluzione di mobile learning, Teach on Mars è riuscita a tradurre in realtà la promessa dell’e-learning: offrire la possibilità di apprendere in qualsiasi momento e in ogni luogo.
Allora perché non spingersi a immaginare – come è stato evocato al Mobile World Congress, evento a cui hanno assistito entrambi di recente – che l’apprendimento possa un giorno realizzarsi attraverso tutti gli oggetti della quotidianità: frigorifero, microonde, orologio da polso… Insomma, che il servizio di accesso alle risorse didattiche segua l’utente dovunque vada, lasciandogli la libertà di passare, se e quando lo desidera, in modalità di apprendimento.